Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno da responsabilità medico-chirurgica decorre, a norma degli artt. 2935 e 2947, primo comma, cod. civ., non dal giorno in cui il comportamento del terzo provoca il danno, né dal momento in cui la malattia si manifesta all'esterno, bensì da quello in cui tale malattia viene percepita o può esserlo, con l'uso dell'ordinaria diligenza, quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo. (Principio enunciato con riferimento ad un'ipotesi di risarcimento danni conseguenti ad ipossia perinatale, determinante uno stato vegetativo stimato intorno al 90-95%, essendosi ritenuto che solo a seguito di ricovero ospedaliero del neonato i genitori ebbero ad acquisire consapevolezza della riferibilità causale dell'infermità dal medesimo patita non ad un evento naturale, ma al comportamento umano, ed in particolare al contegno del personale ospedaliero, che ritardò ingiustificatamente di almeno tre ore un intervento di parto cesareo, sebbene il feto presentasse tre giri di cordone ombelicale intorno al collo).

Cass. civ. Sez. III, 23-09-2013, n. 21715