In tema di costruzione od opera eseguita dal terzo con materiali propri su suolo altrui, l'art. 936, comma 3, c.c. riconosce il diritto al risarcimento del danno in favore del proprietario del suolo esclusivamente nel caso in cui lo stesso sia legittimato a chiedere la rimozione dell'opera mentre, ove non gli sia o non gli sia più consentito proporre quest'ultima domanda, è il terzo ad avere, viceversa, diritto ad un indennizzo a fronte del vantaggio economico derivato al proprietario del fondo da detta costruzione od opera, vantaggio che è prioritario ed assorbente rispetto al danno dal medesimo eventualmente subito ed incompatibile con la relativa pretesa risarcitoria.

Cass. civ. Sez. II, 09-02-2017, n. 3523

 

Laddove il comproprietario realizzi una costruzione sul suolo comune in difetto di un accordo traslativo della proprietà del suolo o costitutivo di un diritto reale su di esso, gli altri comproprietari potranno esercitare lo ius tollendi, sempre che non abbiano prestato un consenso esplicito o implicito all'edificazione, o abbiano mostrato tolleranza verso la costruzione, non reagendo per un congruo periodo di tempo all'abuso e così facendo sorgere l'affidamento del costruttore sul sopravvenuto consenso implicito del compartecipe alla comunione.

Cass. civ. Sez. Unite, 16/02/2018, n. 3873