Nella fattispecie criminosa di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato (art. 316-ter c.p.) va inquadrata la condotta del datore di lavoro che, mediante la fittizia esposizione di somme corrisposte al lavoratore a titolo di indennità per malattia o maternità o assegni familiari, ottiene dall'I.N.P.S. il conguaglio di tali somme, in realtà non corrisposte, con quelle da lui dovute all'istituto previdenziale a titolo di contributi previdenziali e assistenziali, così percependo indebitamente dallo stesso istituto le corrispondenti erogazioni.

Cass. pen. Sez. II, 17-10-2014, n. 48663 

In tema di furto, ai fini della configurabilità della circostanza aggravante della violenza sulle cose (articolo 625, numero 2, cod. pen.), non è necessario che la violenza venga esercitata direttamente sulla "res" oggetto dell'impossessamento, ben potendosi l'aggravante configurare anche quando la violenza venga posta in essere nei confronti dello strumento materiale apposto sulla cosa per garantire una più efficace difesa della stessa: ciò che si verifica in caso di manomissione della placca magnetica antitaccheggio inserita sulla merce offerta in vendita nei grandi magazzini, destinata ad attivare i segnalatori acustici ai varchi d'uscita.

Cass. pen. Sez. II, 18-12-2012, n. 3372

In tema di reati contro il patrimonio, sussiste l'aggravante di cui all'art. 625, comma primo, n. 7 cod. pen. - sub specie di esposizione per necessità alla pubblica fede - nel caso in cui si verifichi il furto di una bicicletta parcheggiata sulla pubblica via, la quale deve intendersi esposta, per necessità, e non già per consuetudine, alla pubblica fede quando il detentore la parcheggi per una sosta momentanea lungo la strada.

Cass. pen. Sez. V, 28-09-2012, n. 3196

Configura il delitto di calunnia l'indicazione, nel momento dell'acquisizione della notizia di reato e da parte del suo autore, delle generalità di altra persona effettvamente esistente, sempreché la reale identità fisica del reo non sia contestualmente ed insuperabilmente acquisita al procedimento attraverso altre modalità quali, ad esempio, rilievi dattiloscopici. (Nella specie, la Corte ha ritenuto integrato il delitto di concorsi in calunnia sia nei confronti dell'autore del reato di guida in stato di ebbrezza, privo di documenti, che aveva fornito ai verbalizzanti le generalità del fratello, sia del soggetto presente nell'auto che aveva confermato le false generalità).

Cass. pen., sez. VI, 7 febbraio 2013, n. 6150

Il nocumento, quale condizione obiettiva di punibilità del reato di trattamento illecito di dati personali, ex art. 167 del D.Lgs. n. 196 del 2003, non è esclusivamente riferibile a quello derivato alla persona fisica o giuridica cui si riferiscono i dati, ma anche a quello causato a soggetti terzi quale conseguenza dell'illecito trattamento (nella specie i familiari di persona, deceduta, la cui immagine in stato morente era stata illecitamente diffusa).

Cass. pen. Sez. III, 17-02-2011, n. 17215

"[...] In conclusione, deve affermarsi l'inapplicabilità di una sanzione penale, configurante una diminuzione patrimoniale del soggetto - privato di un suo bene - al di fuori di una responsabilità penale ed altresì di una specifica previsione legislativa e delle relative condizioni.

Ne consegue l'inapplicabilità della confisca del veicolo di proprietà del concedente nel contratto di leasing se estraneo al reato di guida in stato di ebbrezza commesso dall'utilizzatore, con la correlativa applicazione all'indagato della previsione del raddoppio della durata della sospensione della patente di guida, ex art. 186 C.d.S., comma 2. 11. Pertanto, deve enunciarsi il seguente principio di diritto: "non è confiscabile fa vettura condotta in stato di ebbrezza dall'autore dei reato, utilizzatore del veicolo in relazione a contratto di leasing, se il concedente, proprietario del mezzo, sia estraneo al reato". Nel caso di specie, l'autovettura sequestrata risulta appartenere alla Società Volkswagen Leasing GMBH s.p.a. concedente, che risulta parimenti estranea al reato, per cui il mezzo non è confiscabile ai sensi dell'art. 186 cod. strada e neppure evidentemente può essere oggetto di sequestro ai fini della sua confiscabilità obbligatoria [...].

Cass. pen. Sez. Unite, 19-01-2012, n. 14484

Il reato di peculato d'uso non è configurabile, in relazione all'uso episodico ed occasionale di un auto di servizio, nella sola ipotesi in cui la condotta abusiva dell'agente non abbia leso la funzionalità della Pubblica Amministrazione, né abbia causato ad essa un danno patrimoniale, con riferimento all'utilizzo del carburante e dell'energia lavorativa degli addetti alla guida del mezzo.

Cass. pen. Sez. VI, 11-04-2012, n. 16092

Il sequestro di immobile sito in condominio e concesso in locazione può essere disposto in relazione al reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, realizzato nello stesso appartamento, ove, a sostegno della misura, vengano addotti la destinazione organica e stabile all'attività illecita.

Cass. pen. Sez. III, 18 ottobre 2011, n. 37516

In tema di omessa custodia di animali, l'obbligo di custodia sorge ogni qualvolta sussista una relazione anche di semplice detenzione tra l'animale e una data persona, in quanto l'art. 672 cod. pen. collega il dovere di non lasciare libero l'animale o di custodirlo con le debite cautele al suo possesso, da intendere come detenzione anche solo materiale e di fatto, non essendo necessaria un rapporto di proprietà in senso civilistico. (Fattispecie in tema di responsabilità per lesioni colpose cagionate dal morso di un cane).

Cass. pen. Sez. IV, 02-07-2010, n. 34813

Integra il delitto di truffa, perché costituisce elemento di artificio o raggiro, la condotta di consegnare in pagamento, all'esito di una transazione commerciale, un assegno di conto corrente bancario postdatato, contestualmente fornendo al prenditore rassicurazioni circa la disponibilità futura della necessaria provvista finanziaria.

Cass. pen. Sez. II, 18-06-2010, n. 28752

In tema di falsità documentali, integra il reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (art. 483 cod. pen.) la falsa dichiarazione del privato - in sede di atto sostitutivo di notorietà - in ordine ai propri redditi preordinata ad ottenere la percezione degli assegni familiari; né è necessario, a tal fine, che l'autore del documento sia indicato mediante la sottoscrizione, essendo sufficiente, come nella specie, l'apposizione di una sigla e, comunque, che egli sia individuabile in virtù di elementi contenuti nel documento o da esso richiamati.

Cass. pen. Sez. V, 20-05-2010, n. 26182

In tema di reati contro la famiglia, il delitto previsto dall'art. 12-sexies della legge 898/1970, si configura per il semplice inadempimento dell'obbligo di corresponsione dell'assegno nella misura disposta dal giudice in sede di divorzio, prescindendo dalla prova dello stato di bisogno dell'avente diritto, precisando inoltre che anche un inadempimento parziale dell'obbligo di corresponsione dell'assegno di divorzio (quale quello contestato nel caso di specie all'imputato), è sufficiente a integrare gli estremi del reato previsto dal sopra citato articolo 12.

Trib. Lodi, 04-06-2010

612-bis. c.p. Atti persecutori.

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.

La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.

Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d'ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio.


 

Integra l'elemento materiale del delitto di atti persecutori il reiterato invio alla persona offesa di "sms" e di messaggi di posta elettronica o postati sui cosiddetti "social network" (ad esempio  Facebook ), nonché la divulgazione attraverso questi ultimi di filmati ritraenti rapporti sessuali intrattenuti dall'autore del reato con la medesima.

Cass. pen. Sez. VI, 16-07-2010, n. 32404

 

iscritta all’albo delle agenzie per il lavoro e non aveva ricevuto la prescritta autorizzazione ministeriale all’esercizio dell’attività di somministrazione di lavoro

Integra il delitto di bancarotta fraudolenta patrimoniale postfallimentare la condotta di colui che dopo essere stato dichiarato fallito intraprenda una nuova attività dalla quale tragga ricavi consistenti e, comunque, eccedenti i redditi necessari per il mantenimento proprio e della propria famiglia, omettendo di conferirli a favore della procedura concorsuale in corso in violazione dell'art. 46 L.F..

Cass. pen. Sez. V, 09-03-2010, n. 16606