Integra il reato di cui all'art. 377, terzo comma, cod. pen., qualsiasi condotta minacciosa posta in essere al fine - non raggiunto - di far commettere al soggetto passivo uno dei reati indicati nel primo comma del predetto art. 377 (false dichiarazioni al pubblico ministero o al difensore, falsa testimonianza, falsa perizia o interpretazione), indipendentemente dalla gravità della minaccia. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da vizi la sentenza di condanna nei confronti di imputata la quale aveva rivolto la frase "Pensa a dopo" al soggetto passivo che si accingeva a deporre come testimone in un procedimento a carico del fratello della stessa).

Cass. pen. Sez. VI, 26-02-2015, n. 14862